Ieri, 8 aprile, l’Istat ha presentato la nuova banca dati dei medici specialisti, realizzata dal Ministero della Salute con lo stesso Istat e con Co.Ge.A.P.S. Le tavole descrivono i professionisti attivi nel pubblico e nel privato al 31 dicembre 2023 e al 31 dicembre 2024, divisi per specializzazione prevalente esercitata, genere, età e regione di lavoro. Con la pubblicazione ufficiale dell’Istat chi discute di offerta di specialisti e di fabbisogno formativo ha a disposizione una base più dettagliata.
Se ti prepari al SSM, puoi usarla anche per orientarti. Più che le risposte, conta il tipo di domande che ti permette di fare: dove lavorano oggi gli specialisti, come sono distribuiti, quanto sono diverse le discipline tra loro.
I numeri contano chi esercita
Nel 2024 gli specialisti attivi sono quasi 217.000. Il dato si riferisce a chi esercita e alla sua specializzazione prevalente, quindi non va letto come un semplice conteggio di tutti i diplomi posseduti. La differenza pesa quando metti a confronto persone, titoli e posti di formazione.
La nota metodologica spiega che le stime mettono insieme informazioni di IQVIA, Co.Ge.A.P.S. e Conto Annuale. Sono fonti con caratteristiche diverse, che vengono riconciliate per ricostruire l’attività dei professionisti. E le tavole fotografano due date precise, non la situazione in tempo reale.
Prima di usare un numero in un confronto, quindi, annota l’anno, la popolazione osservata e il territorio. Senza questi tre elementi anche una cifra corretta può reggere un ragionamento poco affidabile.
Come usare le tavole se stai scegliendo una specialità
Parti da due o tre discipline che stai prendendo in considerazione e cerca per ciascuna le stesse informazioni, nello stesso anno e nello stesso territorio. Così eviti, per esempio, di confrontare un dato nazionale con quello di una sola regione.
La distribuzione per età può farti venire qualche domanda sulla programmazione futura, ma non ti autorizza a trasformare ogni specialista più anziano in un posto di lavoro che si libererà. Per arrivare a una previsione servirebbero altre informazioni e ipotesi dichiarate.
Allo stesso modo, tanti specialisti in una regione non vogliono dire per forza che lì sia più facile, o più difficile, lavorare. Il dato descrive una presenza. Per capire le opportunità reali devi aggiungere informazioni sui servizi, sull’organizzazione e sulle selezioni effettivamente aperte.
Dalle tabelle alle domande per l’orientamento
Una buona lettura può chiudersi con una breve lista di domande da portare agli incontri di orientamento. Per esempio: che attività svolge quella disciplina nel territorio che ti interessa, in quali contesti lavorano gli specialisti formati da quella scuola, quali competenze caratterizzano il percorso.
Non chiedere a una tabella di scegliere al posto tuo. L’interesse per la materia, il tipo di rapporto con i pazienti, il lavoro di tutti i giorni e le condizioni della formazione sono cose da conoscere di persona. I dati aggiungono contesto a queste valutazioni, ma non danno loro un punteggio valido per tutti.
La banca dati presentata ieri può migliorare anche le discussioni tra colleghi. La prossima volta che senti un’affermazione generica sulla carenza o sull’eccesso di specialisti, puoi partire da una fonte comune e controllare che cosa misura davvero. Meglio farlo prima di trarne conclusioni per una scelta che orienterà molti anni di lavoro.
L’app di SsmMeApp
Dalla lettura alla prossima domanda.
Ripassa medicina in italiano con domande casuali o per materia, spiegazioni e statistiche.
Per iOS e Android
