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Notizie SSM

Accreditamento delle strutture formative: dal 1° ottobre servono i volumi del 2024

Dal 1° ottobre chi chiede la certificazione di una struttura esterna alle reti formative deve indicare le prestazioni effettuate nel 2024.

Apparecchiatura per la diagnostica per immagini in una struttura sanitaria.

Da oggi, 1° ottobre 2025, chi chiede la certificazione degli standard per una struttura sanitaria esterna alle reti formative deve indicare i volumi assistenziali del 2024. Lo ha comunicato il Ministero della Salute il 29 settembre, precisando che vanno dichiarate le prestazioni realmente effettuate, senza approssimazioni. La procedura è quella collegata alle assunzioni previste dall’articolo 1, comma 548-bis, della legge 145/2018, e i dettagli sono nella notizia ministeriale del 29 settembre.

La comunicazione è rivolta soprattutto alle aziende sanitarie, ma interessa anche chi è in formazione. Dietro i moduli c’è una domanda molto concreta: che cosa può offrire a uno specializzando una struttura che vuole entrare nel suo percorso professionale?

Cambia l’anno dei dati da dichiarare

La novità riguarda l’anno a cui si riferiscono le attività assistenziali. Non vuol dire che tutte le strutture che fanno domanda verranno certificate in automatico, e non introduce nessuna nuova specialità. Il Ministero chiede una descrizione aggiornata e verificabile delle prestazioni svolte nell’unità operativa interessata.

Per l’ente che presenta l’istanza, il dato deve corrispondere all’attività effettiva. Un valore stimato in base alle dimensioni del reparto, o un numero riferito a un altro periodo, non ha la precisione che l’avviso richiede. Da oggi, quindi, le istanze vanno preparate in modo diverso.

Dove si colloca la struttura nel percorso di specializzazione

Nella pagina sulla formazione medico specialistica, aggiornata il 30 settembre 2025, il Ministero distingue tra strutture di sede, collegate e complementari. La rete riunisce i contesti che servono a rendere completa la formazione. L’accreditamento, invece, valuta se una struttura è in grado di organizzare ed erogare attività formative per una specifica specialità.

La certificazione delle unità operative esterne alla rete sta proprio in questo rapporto tra assistenza e formazione. Per le assunzioni richiamate dall’avviso, la procedura chiede di accertare che ci siano gli standard generali e specifici. Non basta che una struttura faccia attività sanitaria perché, sul piano formativo, valga quanto qualsiasi altra.

Se frequenti una scuola o la stai scegliendo, questa distinzione ti aiuta a fare domande più precise. Sapere dove si fanno le rotazioni è un’altra cosa rispetto a conoscere solo il nome dell’università. Sono le attività che puoi svolgere davvero nei diversi reparti a dare sostanza al percorso.

I volumi raccontano solo una parte

Il numero di prestazioni aiuta a descrivere un ambiente clinico, ma da solo non dice come vengono coinvolti gli specializzandi. Un reparto può avere molta attività e distribuirla tra tante figure. A te interessa capire anche quali compiti ti verranno affidati, con quale supervisione e con quale progressione.

Sono domande da fare alla scuola e alla struttura, perché l’aggiornamento ministeriale, da solo, non le risolve. Ha però il merito di ricordare che l’offerta formativa deve poggiare su dati assistenziali concreti, mentre la qualità dell’esperienza dipende anche da un’organizzazione didattica chiara.

Per le aziende il prossimo passo è compilare correttamente le nuove istanze. Per te che ti stai formando, invece, è l’occasione di guardare la rete formativa con occhi diversi, come l’insieme dei luoghi in cui acquisirai competenze e responsabilità e non come un elenco di indirizzi.